Asti – Piazza Medici, 6

In piazza Medici, poco distante dai resti dell’anfiteatro romano in via Massimo d’Azeglio, si colloca la Torre Troyana o Torre dell’Orologio.
La costruzione del XIII secolo, con base quadrata, era di proprietà privata inglobata da un edificio di impianto rettangolare di proprietà dei Troya e si trovava in una posizione strategica importante, alla confluenza di cinque vie, tra il Castel Vecchio e S. Secondo.
Seguendo una prassi di fine Ottocento ed inizio Novecento, la Torre venne isolata rispetto al tessuto urbano ed edilizio circostante con l’avvallo del podestà Vincenzo Buronzo e con Niccola Gabiani come promotore, assumendo l’aspetto attuale.
La Torre fu simbolo del potere crescente di una famiglia alleata dei Solaro, i Troya, che svolgeva attività finanziarie e di usura a livello europeo e che annoverava esponenti di spicco nella vita politica cittadina, come il “credendario” Filippo Troya.
Con i suoi 44 m, rivaleggiò con le altre torri astigiane, superando in altezza persino i 36 m stabiliti dagli statuti comunali come misura massima di riferimento e corrispondenti all’altezza della Torre dei Bertramenghi – Scarampi, già demolita ai tempi del Gabiani.
La Torre Troyana, che conserva tuttora le proporzioni antiche in quanto non fu ribassata nonostante le violazioni della regolamentazione, presenta nella parte inferiore piccole monofore. Nella parte superiore compaiono sui quattro lati ampie bifore con arco a tutto sesto dalla caratteristica decorazione bicroma costituita dall’alternanza tra cotto ed arenaria, il cosiddetto “opus astensis”; esse presentano, inoltre, una colonnina centrale e due laterali con capitelli in arenaria ed una lunetta intonacata.
Nel coronamento troviamo un’ulteriore decorazione costituita da tre ordini di archetti pensili bicromi, infine la merlatura ghibellina a coda di rondine.
Soltanto in seguito, dopo il 1470, fu aggiunto il tetto a quattro falde con lanterna che riparava l’orologio (non più in loco) e la campana in bronzo.
La campana attuale, del 1531, è la più antica del Piemonte dopo quella di S. Giorgio a Chieri (1452) e, a differenza di quest’ultima, svolge tuttora la sua funzione di battere le ore che le fu attribuita da Emanuele Filiberto, Duca di Savoia, nel 1560 dopo l’estinzione della famiglia Troya; del diametro di 120 cm per 120 cm di altezza, ha un peso di 14 quintali, intonazione in MI, e presenta bassorilievi a carattere religioso (un Cristo di Pietà, la Madonna con Bambino, San Michele, la Crocifissione) con un’iscrizione antioraria in grafia gotica e lo stemma della città sormontato dalla scritta AST.
La campana, con la sua simbologia, aveva funzione protettiva nei confronti della comunità e serviva per eventuali segnalazioni di pericolo o a comunicare l’ora del coprifuoco, delle sentenze giudiziarie e dei consigli comunali.
Attualmente la Torre Troyana, coi suoi 199 gradini, rappresenta un punto panoramico unico da cui si può godere di una vista a 360° sulle colline circostanti e sulla città con le sue variegate testimonianze storiche. E’ visitabile con lo smarticket in vendita a Palazzo Mazzetti (Corso Alfieri 357) dal 1° aprile al 31 ottobre, resta chiusa al pubblico dal 1° novembre al 31 marzo per motivi di sicurezza.