MUSEO GUGLIELMINETTI

Lungo le antiche cantine di Palazzo Alfieri, si snoda il suggestivo ambiente espositivo che ospita sculture policrome e scenografie realizzate dal maestro Eugenio Guglielminetti.

 

Il Maestro Fondatore

Pittore (allievo di Felice Casorati), scultore e scenografo sensibile alle ricerche delle avanguardie storiche, Guglielminetti crea il circolo culturale La Giostra nel 1946, si dedica negli anni ’50 alla scenografia alfieriana ad Asti ed inizia a lavorare per la televisione negli anni ’60 ottenendo numerosi riconoscimenti per l’allestimento di oltre 400 spettacoli.

 

Le sezioni espositive

Le sezioni che costituiscono il museo sono: scultura, scenografia per la musica, per la danza, per il teatro e per la televisione. Le opere in esso custodite vanno dagli anni Cinquanta al 2006.

Nel decennale della scomparsa, il 16 ottobre 2016, la Fondazione Eugenio Guglielminetti ha reso omaggio al Fondatore con l’allestimento comprendente dipinti, sculture, bozzetti di scenografia e costume, materiali ed “attrezzerie” sceniche; accanto si trovano aree dedicate a maestri del Secondo Ottocento ed Autori del Novecento.

Il patrimonio esposto, impreziosito da donazioni di artisti e personalità del mondo teatrale, fornisce un excursus sulla storia del teatro e dell’arte moderna e contemporanea. 

La visione di Guglielminetti della scenografia è nel complesso essenziale, razionale, pulita, astratta e legata ad elementi simbolici; l’idea del palcoscenico viene eliminata.

Scultura

I materiali utilizzati per gli “assemblaggi” sono di recupero come nel caso di legni o attrezzi consunti, memorie di un mondo contadino rielaborate attraverso sperimentazioni cubiste e dadaiste. 

Foto della scultura Ruote

Scenografia per la musica

Negli anni Settanta Guglielminetti indaga le suggestioni visive della musica, superando l’interpretazione storicizzante del melodramma operistico e suggerendo l’armonia cromatica e plastica di scene e costumi. Si occupa di allestimenti per opere di Verdi, Puccini, Mozart, Rossini e Donizzetti. 

Foto: modellino della scenografia del Fidelio

Scenografia per la danza

La sobrietà estetica e la perizia tecnica caratterizzano il lavoro svolto per il mondo della danza e del balletto. Da ricordare la collaborazione con Loredana Furno e la Compagnia del Teatro Nuovo di Torino, per cui il contributo di Guglielminetti è versatile ed immaginifico con richiami alla geometria, alla pop art ed a Mondrian. Nel 1979 il maestro lavorò anche per la Deutsche Oper di Berlino e per il regista Pietro Garinei.

Foto del modellino della scenografia Creation du Monde

Scenografia per il teatro

Tra razionalismo Bauhaus, astrazione espressionista e richiami alla metafisica Guglielminetti escogita l’espediente della “scatola-gabbia” e ricorre al dispositivo scenico fisso creando articolati moduli spaziali e cromatici (oltre ai costumi) per la commedia dell’arte, la letteratura rinascimentale e barocca, Molière, Shakespeare ed Alfieri. 

Foto del modellino della scenografia per La Gioconda

Scenografia per la televisione

La ricerca scenografica di Guglielminetti si arricchisce, grazie alla sua intuizione visiva, della tecnica del chromakey, utile a sovrapporre due diverse immagini per ricreare effetti speciali.

Egli collabora con Ugo Gregoretti, Carlo Quartucci, Piero Angela (La macchina meravigliosa), Antonello Falqui. 

Foto: modellino della scenografia di Moby Dyck

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